Il gufo di palude in Sardegna
Il gufo di palude in Sardegna
Reportage | Sardegna
Il gufo di palude (Asio flammeus) è un rapace notturno appartenente alla famiglia degli Strigidi. È diffuso in tutti i continenti, ad eccezione dell'Antartide e dell'Australia, il che lo rende una delle specie di uccelli con la distribuzione geografica più ampia al mondo. Nidifica in diverse aree dell’Europa, dell’Asia, del Nord e del Sud America, nonché nei Caraibi, alle Hawaii e nelle isole Galápagos.
Specie parzialmente migratoria, durante l’inverno si sposta verso sud dalle regioni settentrionali del suo areale. In alcuni anni, quando le popolazioni di arvicole, la sua principale fonte di cibo, sono scarse, può adottare un comportamento nomade alla ricerca di zone più favorevoli.
In Italia, il gufo di palude è presente principalmente come svernante.
 
 
Ho avuto la fortuna di osservare un roost di gufi di palude che hanno scelto gli stagni dell'oristanese, in Sardegna, come area di svernamento negli ultimi due inverni: quattro esemplari nel 2024 e sei nel 2025. Le foto e il video presenti in questa pagina sono il frutto di molte ore di paziente osservazione di questi straordinari rapaci.
Le attività di osservazione sono sempre state svolte con la massima discrezione e a debita distanza, direttamente dall'interno dell’automobile, per non arrecare disturbo agli animali.
 
 
I rapaci notturni sono tra gli animali che più mi affascinano, e da anni mi dedico con passione alla loro osservazione. Sono indicatori biologici, in quanto certificano la buona qualità degli ecosistemi. Come molte altre specie di uccelli, e non solo, anche i rapaci notturni stanno vivendo un preoccupante declino, causato principalmente dalla perdita e dalla frammentazione degli habitat, dall’uso ancora diffuso di pesticidi e rodenticidi, dagli impatti con i veicoli e dall'intossicazione da piombo. 
Per questo motivo cerco di non limitarmi a fotografarli: organizzo mostre per raccontare la loro importanza, condivido il mio materiale fotografico attraverso pubblicazioni e, durante le escursioni, cerco di sensibilizzare le persone sui temi ambientali.
 
 
Prima di questa piacevole esperienza non avevo mai visto il gufo di palude. Avevo provato a cercarlo sul Delta del Po e sperato di incontrarlo nella Taiga finlandese, quando a settembre comincia a migrare verso sud dalla tundra artica. Avevo già osservato tutte le altre specie di strigiformi che nidificano, o svernano, in Italia. Dalla minuscola civetta nana dell'arco alpino, al maestoso gufo reale nella periferia di Trento, passando dal barbagianni sardo all'allocco degli Urali, che vive in Slovenia, ma che non conosce confini e si può avvistare in Friuli.
 
 
Le immagini del gufo di palude che avevo visto scattate da altri fotografi lo ritraevano quasi sempre in ambienti del nord: distese erbose, torbiere, prati verdi o avvolto dalla neve fresca. Per questo, trovarmelo davanti mentre dormiva sotto una pianta di ferula, si scaldava al sole tra le calendule o sorvolava i fiori secchi di carota selvatica è stata un'emozione indescrivibile.
 
 
A differenza della maggior parte dei rapaci notturni, che riposano mimetizzati tra i rami, sfruttando la livrea per confondersi con le fronde degli alberi, i gufi di palude dormono a terra. Del resto, il loro habitat naturale è privo di alberi. Eppure, avvistarli non è affatto semplice: spesso si nascondono tra i cespugli, perfettamente immobili e mimetici, rendendo l’incontro con loro un’impresa davvero difficile.
 
 
Di giorno riposano tutti nella stessa area, chiamata dormitorio (roost in gergo tecnico), ma al calare del sole, quando arriva il momento di cacciare, ciascuno si dirige verso il proprio territorio. In quel momento, la tolleranza reciproca svanisce: se un individuo si spinge troppo vicino alla zona di un altro, può scatenarsi uno spettacolare scontro territoriale.
 
 
La caccia avviene perlustrando il terreno con voli bassi e circolari, alternati a planate e alla tecnica dello spirito santo, un particolare tipo di volo stazionario che consente al gufo di rimanere quasi immobile in aria per osservare attentamente ciò che accade al suolo.
 
 
Si nutre principalmente di  piccoli mammiferi che ghermisce a terra, ma occasionalmente può cacciare anche altri uccelli, anfibi e insetti.
 
 
Le ore centrali della giornata sono dedicate al riposo. È possibile avvistarlo mentre sonnecchia all'ombra di un cespuglio, oppure mentre si scalda al sole nel bel mezzo di un prato. 
 
 
Spesso lo si vede dedicarsi alla pulizia del proprio piumaggio, attività importantissima per garantirsi un volo efficacie e silenzioso.
 
 
Primavera in Sardegna vuol dire raccoglitori di asparagi e antunne (cardoncello, Pleurotus Eryngii) a spasso per la campagna. Quando qualcuno si avvicina ignaro al dormitorio dei gufi di palude, questi difficilmente si alzano in volo, ma piuttosto si nascondono velocemente sotto una ferula, camminando goffamente. 
 
 
Quando un rapace o una cornacchia vola al di sopra, la loro attenzione si rivolge verso l'alto.
 
 
Non sono infatti gli unici abitanti di quell’ambiente: non è raro assistere a uno scontro aereo tra un gufo di palude e un falco di palude, oppure osservare un gheppio mentre si nutre di un serpentello, sotto lo sguardo attento di un gufo.
 
 
La competizione con altri animali e la disponibilità di cibo sono fattori determinanti nella scelta del luogo in cui svernare, ma anche dell’orario in cui andare a caccia. Alcuni individui, infatti, preferiscono cacciare di notte, probabilmente per l’assenza di rivali o per la presenza di prede specifiche, come il coniglio selvatico.
 
 
Non si conosce con precisione la dimensione della popolazione di gufi di palude che sverna in Sardegna. Sebbene gli ambienti adatti alla loro presenza siano piuttosto diffusi, mancano studi sul campo che ne confermino la distribuzione e l’effettivo insediamento.
 
 
La Sardegna, in realtà, si presterebbe non solo come area di svernamento, ma anche come possibile area di nidificazione.
 
 
Spesso, quando fuori piove, tendiamo a chiuderci in casa. Eppure, è proprio con il meteo instabile che si creano le atmosfere più suggestive. Del resto, non c’è arcobaleno senza pioggia. Vi siete mai chiesti cosa fanno gli animali quando il tempo non è clemente? Ho avuto spesso la fortuna di osservarli sotto la pioggia: alcuni attendono pazientemente che smetta, altri continuano le loro attività quotidiane come se nulla fosse, incuranti dell’acqua.
E il gufo di palude?
Aspettavo la pioggia da giorni, proprio per vedere come si sarebbero comportati, e appena arrivato a destinazione me lo sono trovato davanti: non per terra, questa volta, ma posato su un fiore secco di ferula, fradicio, in attesa che l’intemperie finisse per potersi asciugare.
 
 
In inglese, l’Asio flammeus è chiamato short-eared owl (gufo dalle orecchie corte) per distinguerlo dal long-eared owl (gufo dalle orecchie lunghe), ovvero il gufo comune (Asio otus). La differenza nel nome fa riferimento alla dimensione dei plumicorni, anche detti ciuffi auricolari.
 
 
Questi ciuffi "auricolari" non hanno in realtà alcuna funzione uditiva, ma servono ad aiutare l’animale a mimetizzarsi meglio nella vegetazione. Il gufo di palude li tiene quasi sempre abbassati, ed è raro vederlo con entrambi i ciuffi sollevati.
 
 
I rapaci notturni possono essere suddivisi in tre categorie in base alle dimensioni: quelli molto grandi, come il gufo reale e l'allocco degli Urali; quelli di medie dimensioni, come l'allocco comune e il barbagianni; e quelli piccoli, come la civetta e l’assiolo. Il gufo di palude rientra nella categoria intermedia, con una lunghezza compresa tra i 34 e i 43 cm e un’apertura alare tra gli 85 e i 110 cm.
 
 
In generale il gufo di palude ha un piumaggio marrone fulvo con striature e macchie scure, che gli garantiscono un eccellente mimetismo tra erbe alte, canneti e vegetazione aperta. La tonalità può variare da individuo a individuo.
 
 
Nella parte inferiore Il petto e il ventre sono più chiari, tendenti al color crema o giallo pallido, con strie verticali scure.
 
 
Nella parte superiore Il dorso, le ali e la nuca sono bruno-giallastri con fitte striature nerastre.
 
 
Le ali appaiono larghe e lunghe.
 
 
Il viso è circondato da un disco facciale ben definito, di colore chiaro (biancastro o grigio pallido), che mette in risalto gli occhi giallo intenso cerchiati di nero.
 
 
La coda è barrata, così come le penne remiganti.
 
 
Il gufo di palude non è un animale particolarmente vocifero, riservando i propri richiami principalmente alla stagione riproduttiva. Durante lo svernamento, difficilmente emette suoni, salvo quando si trova a caccia e un altro esemplare invade il suo territorio, marcando la propria area con uno stridulo acuto.
 
 
Grazie per l'attenzione, ancora qualche immagine...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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